Categoria: Ricerca

  • Note sintetiche sull’Unione Europea – Istruzione superiore

    Note sintetiche sull’Unione Europea – Istruzione superiore

    L’Unione Europea ha a cuore l’istruzione superiore e lo scambio culturale tra paesi. Non è un caso che uno dei programmi di maggior successo di tutta la storia dell’Unione sia proprio l’Erasmus. Nel febbraio 2017 ho aggiornato il fact sheet dell’Unione Europea sull’istruzione superiore.

    L’istruzione è un ambito di competenza relativamente nuovo per l’Unione, ma non per questo è passato in secondo piano.

    L’Unione tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di […] un elevato livello di istruzione [e] formazione». L’importanza dell’istruzione (superiore) in quanto tematica d’interesse per la politica europea è ulteriormente suffragata dal titolo II, articolo 14, della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, documento che gode della stessa forza giuridica dei trattati, con la garanzia di un «diritto all’istruzione»

    La modernizzazione e l’accesso all’istruzione sono delle priorità per l’Unione. Per saperne di più, leggi il fact sheet (in inglese, aggiornato a febbraio 2017): Higher education in the European Union fact sheet

  • Note sintetiche sull’Unione Europea – Politica linguistica

    Note sintetiche sull’Unione Europea – Politica linguistica

    Appena arrivata al Parlamento Europeo mi è stato detto “Ok, occupati di aggiornare i fact sheet e comincia da quello in cui sai di più” e ho scelto quello sulla politica linguistica dell’Unione Europea.

    Può sembrare un argomento facile, ma in un mondo globalizzato e tendente all’”inglesizzazione” di tutto non è facile garantire la piena convivenza di 24 lingue differenti: bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, neerlandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese.

    Il rispetto della diversità linguistica è uno dei valori fondamentali dell’UE, al pari del rispetto per la persona e dell’apertura nei confronti delle altre culture. Si tratta di un concetto sancito nel preambolo del trattato sull’Unione europea, in cui si fa riferimento all’ispirazione «alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa […] confermando [l’]attaccamento ai principi della libertà, della democrazia e del rispetto dei diritti dell’uomo»

    Non è neanche un argomento noioso: cosa succederà quando il Regno Unito abbandonerà l’Unione Europea? Intanto, se volete saperne qualcosa in più, cliccate qui: Language policy of the European Union fact sheet (versione originale in inglese, aggiornata al febbraio 2017).

  • Note sintetiche sull’Unione Europea – Istruzione e formazione permanente

    Note sintetiche sull’Unione Europea – Istruzione e formazione permanente

    Uno degli aggiornamenti delle note sintetiche sull’Unione Europea che mi sta più a cuore è quello di istruzione e formazione permanente.

    La Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo ha molto a cuore questo argomento, presentando spesso e volentieri relazioni di iniziativa e interrogazioni parlamentari per tenere vivo e controllato il dibattito sull’istruzione.

    Uno dei fiori all’occhiello è Erasmus+.

    L’istruzione, la formazione e lo sport sono stati riconosciuti come settori fondamentali della strategia di crescita dell’UE per il prossimo decennio e motori per superare la crisi economica che colpisce i paesi europei, incentivare la crescita e l’occupazione e promuovere l’uguaglianza e l’inclusione sociali. (Note sintetiche sull’Unione Europea, Istruzione e formazione)

    Il link al fact sheet in inglese, aggiornato a febbraio 2017: Education and vocational training

  • Note sintetiche sull’Unione Europea – Politica audiovisiva e dei media

    Note sintetiche sull’Unione Europea – Politica audiovisiva e dei media

    L’aggiornamento delle Note sintetiche sull’Unione Europea mi ha portato anche ad avere a che fare con un campo di cui non conoscevo molto, almeno a livello amministrativo.

    Si tratta della Politica audiovisiva e dei media, di cui si occupa la Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo.

    Insieme alla mia supervisor ho aggiornato le note sintetiche, facendo riferimento all’aggiornamento dei diritti d’autore nel mercato unico digitale. É un argomento che ha portato -e porterà- a numerose discussioni a livello internazionale, visto che si parla anche di piattaforme digitali come YouTube, Netflix o Spotify.

    Il link al fact sheet in inglese, aggiornato a febbraio 2017: Audiovisual and media policy fact sheet

  • Note sintetiche sull’Unione Europea – Cultura

    Note sintetiche sull’Unione Europea – Cultura

    Durante il mio periodo di tirocinio al Parlamento Europeo mi sono occupata di aggiornare i Fact Sheet, dette anche Note sintetiche sull’Unione Europea. In questi piccoli articoli si parla di ciò che l’Unione mette in atto tramite tutte le sue istituzioni.

    Qui sotto potete scaricare il fact sheet da me redatto sulla Cultura.

    Note sintetiche sull’Unione Europea – Cultura

  • Analisi di una sequenza di interazione tra insegnante e alunni in una classe di italiano per stranieri

    Analisi di una sequenza di interazione tra insegnante e alunni in una classe di italiano per stranieri

    Nata per l’esame di didattica dell’italiano L2, questa tesina è uno dei lavori di linguistica di cui vado più fiera.

    Lo studio delle interazioni tra alunni e insegnanti è fondamentale per sviluppare la consapevolezza delle dinamiche dell’apprendimento. In poche parole, per essere bravi professori bisogna guardare prima quello che hanno fatto gli altri e analizzarlo secondo le nostre conoscenze e le nostre esperienze.

    In particolare, nell’interazione analizzata viene presentato uno dei dibattiti più accesi tra insegnanti di lingue. Si può parlare nella lingua stranieri se gli alunni non capiscono? Se sì, in che modo e per quanto tempo?

    Un altro aspetto è la correzione degli errori. Si correggono subito? Sovrapponendosi o aspettando  che l’interazione sia finita?

    É comunque fondamentale ricordare che

    la nostra forza sta nel ‘rinegoziare’ le competenze che abbiamo nei diversi contesti didattici [cioè, nel] ‘valutare’ coscientemente quello che so e quello che non so e vedere come proporre al meglio ai miei studenti quello che ‘sono’ prima ancora di ciò che so, lasciare che loro come persone prima ancora che come studenti si esprimano. Da lì si comincia a creare un clima in classe; poi si può passare a ragionare sui contenuti (Zorzi, 1999 in Pugliese, 2008, p.29).

    Qui la tesina completa.

  • “Tierra desnuda y verdadera”. La provincia di Almería raccontata da Juan Goytisolo

    “Tierra desnuda y verdadera”. La provincia di Almería raccontata da Juan Goytisolo

    Credo molto nella serendipità, la capacità di cogliere al volo le opportunità casuali che ci arrivano.

    Per la mia tesi della laurea triennale tutto si è svolto quasi per caso, mentre mi trovavo in Erasmus ad Almería, in Spagna.

    Mi sarebbe piaciuto investigare più a fondo la relazione tra censura franchista e letteratura.

    Come si comportano gli scrittori quando non hanno libertà di pensiero? E quanto ne soffre la letteratura?

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    Una delle prime edizioni del romanzo di Juan Goytisolo

    Da queste considerazioni nasce “Tierra desnuda y verdadera”. La provincia di Almería raccontata da Juan Goytisolo, una piccola ricerca sul romanzo del 1960 Campos de Níjar scritto da Juan Goytisolo, autore fortemente provato dalla censura franchista.

    Questa ricerca mi ha insegnato molto, soprattutto dal punto di vista personale.

    Per lavorare bene basta essere motivati. Bisogna lasciare da parte la negatività e concentrarsi su obiettivi precisi.

    Mi ha insegnato a fare ricerca, a non avere paura delle correzioni, ma soprattutto mi ha insegnato ad amare una provincia nella sua semplicità e a cercare nelle piccole cose -il sole che splende al mattino, il rumore del vento tra gli alberi, il sorriso di un anziano- ciò che rende davvero appassionante la vita.

    Se siete curiosi, qui trovate la tesi completa.

  • La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia

    La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia

    Sono ormai passati due anni dalla laurea magistrale, ma eccola qui.

    La “pubblicazione” -che non è ancora stata pubblicata, ovviamente!- di cui sono orgogliosa è la mia tesi di laurea magistrale:

    La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia

    Prima di parlare della tesi in sè, vorrei presentare il contesto che mi ha portato a spendere sei mesi di ricerca su un tema quasi sconosciuto, quello dei diritti linguistici e delle minoranze linguistiche.

    Ero in Erasmus a Leuven (tanto per cambiare) e lì frequentavo un corso molto interessante, Linguistic aspects of ethno-cultural diversity. In questo corso si analizzavano diversi scenari linguistici, soprattutto quelli del cambiamento di una lingua madre in un contesto di lingua straniera. Il tipico esempio è quello della lingua degli immigrati stranieri, che sono “costretti” per motivi di integrazione a imparare la lingua del luogo che li ospita. Questo porta a un progressivo impoverimento della lingua madre, che cambia e si modella secondo i suoi parlanti. Ci sono poi le lingue morte che vengono rivitalizzate, come l’ebraico, lingue minoritarie che diventano maggioritarie, come il catalano, o lingue maggioritarie che diventano minoritarie, come l’italiano nelle zone di confine al nord della penisola.

    Tornata in Italia pensavo: in Italia abbiamo un patrimonio linguistico ricchissimo, ma come si comporta il governo nei confronti di tutte le lingue presenti sul nostro territorio? Seguiamo delle regole? Le risposte a queste domande sono, ovviamente, che l’Italia sembra essersi dimenticata di tutto il suo patrimonio. Declassare le innumerevoli lingue a dialetti e scegliere arbitrariamente alcuni “dialetti” come lingue ufficiali non giova alla diversità linguistica.

    E poi: come possiamo scegliere una lingua e non un’altra? Ci sono delle leggi internazionali che regolano le politiche linguistiche? Sì.

    Ritornando alla tesi, le idee di base nella mia ricerca erano  buone e sufficienti per scrivere almeno cento pagine, ma chi avrebbe mai accettato di seguire una tesi che non è nè di linguistica, nè di giurisprudenza nè di politica?

    Individuata (a fatica) la professoressa relatrice, ecco un nuovo ostacolo: come giustificare tale scelta in una laurea magistrale di italiano per stranieri? Classificandola come tesi di didattica dell’italiano e inserendo un capitolo sull’Italia, ovviamente!

    Non è stato facile scrivere, cercare dati, esprimersi nel modo corretto per evitare ambiguità, addentrarsi in ambiti sconosciuti come quelli della progettazione europea.

    Il risultato è La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia , una tesi compilativa (non chiediamo troppo, eh :P) che raccoglie la storia dei diritti linguistici, le politiche linguistiche dell’Unione Europea e i progetti comunitari finanziati, insieme a un’analisi della situazione linguistica italiana.

    Non è un lavoro perfetto e si potrebbero modificare e migliorare molti aspetti della tesi, ma andare fuori dagli schemi e pensare diversamente dal resto ne è valsa la pena.

     

    Buona lettura!