Ogni professore di italiano per stranieri si sarà trovato, prima o poi, a dover rispondere a questa domanda:
Ma quando uso “ci” e quando uso “ne”?
Sicuramente avrete iniziato a sudare freddo. Essendo madrelingua, il meccanismo per capire dove e quando mettere i due pronomi è automatico.
Ma come spiegarlo a chi sta studiando l’italiano e non ha queste particelle nella sua lingua?
Prima di tutto, calma e sangue freddo.
Usi del CI ed esempi
Il “Ci” è la particella forse più semplice da spiegare, fino a quando non si arriva alla particella pronominale 😛
Gli studenti apprezzano la chiarezza: presentate uno schema (come quello qui sopra) con pochi esempi, ben chiari, e preparate schede con frasi da completare. Se non avete tempo, una facile e ben preparata è quella della Loescher, che trovate qui.
Qualsiasi lavoro come prof porta con sé un momento determinante per l’andamento del corso: la prima lezione.
É per me un momento davvero ansioso, visto che di base parto sempre con un oddio-non-so-nulla-mannaggia-all’università.
Nel tempo, ho sviluppato una serie di passi da seguire per non cadere nell’imbarazzo davanti a una classe.
Studia bene la classe davanti a cui ti ritroverai prima di iniziare il corso
Non sempre le esigenze di un gruppo di universitari sono le stesse di un corso per adulti. In generale, ho notato che gli adolescenti sono costretti dai genitori ad andare a lezione, per cui non hanno bisogno tanto di studiare grammatica, quanto di poter divertirsi il più possibile (ovviamente imparando 😀 ). Gli adulti di solito sono più disciplinati, ma spesso anche loro frequentano un corso per un motivo specifico: viaggiare, completare gli studi, utilizzare la lingua straniera al lavoro. Per questo, analizzate il più possibile il profilo degli alunni che vi troverete davanti per preparare al meglio l’organizzazione del corso e delle lezioni.
Non sottovalutare la motivazione degli studenti
In questi periodo di insegnamento ho notato che, nonostante le diverse età, tutti gli studenti hanno una cosa in comune: non imparano se non c’è motivazione. E la motivazione non dipende dai professori.
Organizza con anticipo le tue lezioni
Sono la prima a fare il mea culpa: l’eccessivo numero di lezioni e la pigrizia spesso non permettono di preparare bene una lezione, e gli effetti si sentono. Aprire il libro non basta: esamina bene gli esercizi, prevedi i tempi di esecuzione e i problemi che potrebbero sorgere, il lessico che verrà utilizzato. La tua autostima e i volti soddisfatti degli alunni ripagherano lo sforzo.
Non avere paura degli argomenti difficili
Spesso gli studenti ci sorprendono perchè magari non capiscono la differenza tra singolarare e plurale, ma sanno costruire perfettamente frasi subordinate (esagero, ma non tanto!). Non bisogna essere intimoriti dagli argomenti difficili. Comincia piano, poi segui il metodo Krashen: input+1, alza sempre l’asticella della comprensione di una regola. Senza paura!
Modula bene le attività noiose con quelle più divertenti
Dicevo prima che agli adolescenti piace giocare, ma agli adulti ancora di più. Cercate sempre un modo diverso di presentare l’argomento, che sia un esercizio di grammatica o un’attività di comprensione del testo.
Tieni sempre pronte attività extra
Ecco, magari quel gioco a coppie si è rivelato essere troppo difficile o quell’esercizio di ascolto troppo noioso… Sorprendi gli alunni con attività fuori dal libro! Tieni sempre qualcosa pronto in caso di necessità, molto utile per rompere il ritmo in caso di lezioni molto lunghe.
True story! (Thanks to http://magoosh.com/praxis/2016/is-teaching-hard/)
Ultimo consiglio, ma non meno importante degli altri:
Divertiti!
Avere pressione per l’esame di una certificazione non fa bene nè agli studenti nè all’insegnante. Ridete, scherzate, divertitevi e imparerete di più e meglio!
Bisogna essere preparati per affrontare un corso di italiano per stranieri di livello base.
Di cosa c’è bisogno?
Di tanta pazienza e creatività!
Non abbiate paura di far giocare i vostri alunni. Il gioco stimola l’apprendimento a qualsiasi età!
Studiamo l’indicativo presente dei verbi irregolari giocando
Qui sopra vedete la foto di una divertente attività svolta in classe. Avevo preparato in precedenza delle carte con la persona in cui coniugare il verbo (in rosso) e il verbo da coniugare (in blu).
Le carte per il gioco. Fatte in casa in modo rapido 😉
Ogni alunno riceve in uguale numero le carte. Deve coniugare in modo corretto le carte che ha in mano, mettendo al centro le carte di cui ha coniugato il verbo correttamente. Chi sbaglia raccoglie le carte al centro. Vince chi finisce prima il suo mazzo di carte.
Il risultato? Difficilmente dimenticheranno come si coniuga “uscire” 🙂