Tag: trend

  • Web Summit 2017 di Lisbona: da evento tech a forum economico mondiale

    Web Summit 2017 di Lisbona: da evento tech a forum economico mondiale

    di Mara Mennella m.mennella@giaccardiassociati.it

    Era il 2009 e 150 persone si riunivano in un hotel di Dublino per il primo Web Summit. La nona edizione, a Lisbona dal 6 al 9 novembre 2017, ha ospitato più di 60.000 visitatori, di cui 2.500 per promuovere la propria azienda, 1.200 speaker, 2.600 giornalisti da oltre 170 paesi del mondo. C’erano circa 2.000 italiani ma non il Governo italiano a differenza di altri partner europei.

    al gore

    Come nasce un evento da 60 mila ospiti come il Web Summit

    Una crescita esponenziale, nonostante i prezzi da capogiro per partecipare all’evento: 800 € per un ingresso base e fino a 10.000 € per avere uno stand e colloqui privati con business angels

    L’ideatore del Web Summit, PaddyCosgrave, irlandese, è partito da un’idea semplice: riunire le persone che lavorano nel mondo della tecnologia per spendere un po’di tempo insieme. “Stranamente”, come racconta in un’intervista a Wired UK “le persone nella Silicon Valley che creano software per connettere il mondo non spendono molto tempo nell’incontrarsi l’un l’altro”.

    Negli anni PaddyCosgrave,David Kelly eDaireHickey sono riusciti a far diventare il Web Summit un punto di riferimento mondiale con la conferenza annuale a novembre. Sono riusciti anche a organizzare altri eventi: Surge in India, Rise in Cina, Collision negli Stati Uniti e MoneyConf a Dublino. Considerato “la Davos per geeks”, nel 2015 il Web Summit si è spostato da Dublino a Lisbona, ufficializzando il Portogallo come uno dei mercati emergenti a livello di innovazione tecnologica in Europa.

    Come funziona il Web Summit

    Nella tre giorni il programma è intenso anche per un visitatore non interessato a incontrare un venture capitalist. Bisogna scegliere tra 26 conferenze con tematiche diverse, tavole rotonde, workshop, momenti con i mentors, chiacchierate ispiratrici. Se sei una start-up selezionata nel programma Alpha, hai a disposizione un “banchetto”per un giorno per promuovere il tuo prodotto.

    Camminando da un padiglione all’altro dell’Altice Arena di Lisbona si possono trovare grandi e piccole aziende in mostra. Google, per esempio, ha messo a disposizione i suoi esperti per dare consigli ai futuri “unicorni”, in gergo start-up che nascono con un piccolo investimento e vengono poi vendute per milioni di euro.

    Sono presenti anche le istituzioni per promuovere programmi di finanziamento nell’innovazione. L’Unione europea era presente con l’EASME, l’agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese. In tutto questo deve esserci anche il tempo di un caffè con un possibile investitore. A ricordarlo è l’app ufficiale del Web Summit che offre ai partecipanti la possibilità di chattare direttamente con qualsiasi altro partecipante e di riempire un’agenda personalizzata con eventi e incontri. Da non dimenticare uno dei grandi attrattori: il Night Summit, eventi di networking organizzati nei pub di Lisbona.

    Cos’è successo quest’anno?

    Protagonista di quest’anno è stato il dibattito sull’intelligenza artificiale e sull’etica nella tecnologia. Ad aprire il Summit è stato Stephen Hawking: “I nostri sistemi di intelligenza artificiale devono fare ciò che noi vogliamo che facciano, per il beneficio dell’umanità”, ha affermato.

    Altro tema scottante è stato toccato dalla Commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager: la regolamentazione dei colossi online per garantire la competitività. Il suo è stato uno degli interventi più applauditi e ha portato sotto i riflettori l’impegno dell’Unione Europea per mettere le piccole e medie imprese e l’innovazione tecnologica al centro della crescita economica europea. protagonista anche il cambio climatico con Al Gore, ex vicepresidente statunitense, che ha chiesto l’aiuto del mondo tech “per essere parte della soluzione alla crisi climatica”.

    Si è parlato di anche di bullismo sui social con la modella portoghese Sara Sampaio e di sport con Caitlin Jenner, ex atleta olimpica.

    Perchè ha così tanto successo il Web Summit

    Il Web Summit è diventato negli anni uno degli eventi tecnologici più attesi, quasi superando eventi come il CES di Las Vegas e l’E3 di San Francisco. Un marketing a volte anche aggressivo –è da poco finita l’edizione del 2017 e i biglietti per il 2018 sono già in vendita- e la passerella di investitori altrimenti irraggiungibili hanno reso il Web Summit un appuntamento imperdibile per le start-up, e non solo. Quella che era nata come una conferenza per unire le persone nel mondo della tecnologia è diventato momento di riflessione politica, economica e sociale riuscendo così ad attirare anche chi non è direttamente coinvolto nel mondo dell’innovazione tecnologica.

    E l’Italia?

    Nel 2017 si sono registrati circa 2.000 italiani partecipanti. La presenza istituzionale è stata rappresentata dal commissario straordinario del governo per il digitale Diego Piacentini e dalle parlamentari Laura Comi e Anna Ascani. Sono apparse altre figure importanti come il produttore cinematografico Aurelio De Laurentis e in collegamento direttamente dallo spazio anche l’astronauta Paolo Nespoli. Da notare però, nonostante la numerosa presenza di partecipanti, che l’Italia non è presente tra i partner istituzionali mentre altri governi europei hanno deciso di investire in questo evento: Regno Unito, Francia, Spagna, Olanda, Portogallo, Cipro e addirittura rappresentanze regionali dalla Loira, Tenerife e Azorre. Stiamo perdendo la possibilità di esprimerci come hub dell’innovazione? Lo scopriremo a Lisbona, dal 5 all’8 novembre 2018.

     

    Questo articolo è stato pubblicato sul blog dello Studio Giaccardi & Associati – Consulenti di direzione

  • Trend negli stili di vita per il marketing

    Trend negli stili di vita per il marketing

    Il 6 giugno Antonella Bandoli di Matitegiovanotte Ravenna è stata ospite della Panebarco Social Library con una lezione dal titolo “Lifestyle trend forecast: guardare lontano”. Un ambiente intimo come la Social Library è la cornice perfetta per imparare nuovi concetti sul marketing, soprattutto quando sono accompagnati da una profonda riflessione sui tempi che stiamo vivendo.

    Sedie sistemate, cuscini del divano sprimacciati, schermo acceso, aperitivo pronto…ci siamo! Ci sediamo pronti per ascoltare Antonella, ma prima un giro di presentazioni (come piace fare a Marianna!). Scopriamo che tra di noi ci sono copywriter, videomaker, futuri librai, artigiani e semplici appassionati a scoprire di più sui meccanismi della comunicazione.

    Antonella Bandoli, la nostra Trend Teacher.... o teacher trendy?
    Antonella Bandoli, la nostra Trend Teacher…. o teacher trendy?

    Antonella ci spiega poi il suo lavoro di consulente e formatrice per Matitemporary School e ci fa immergere nel complicato mondo delle strategie per la comunicazione.

    Meglio l’uniformità o la diversità?

    Iniziamo con una citazione di Marshall Mcluhan, sociologo canadese e padre della comunicazione:

    La moda e la pubblicità producono uniformità, mentre fingono di soddisfare la passione del pubblico per la diversità.

    Come azienda dobbiamo cercare il nostro pubblico proponendo qualcosa di diverso, ma seguendo quelli che sono i trend del momento. Facile, no? Pensiamo solo ai social network che ci hanno portato a vivere nel presente, senza direzione né priorità. Quanto influisce tutto questo sulla comunicazione? C’è ancora spazio per le tendenze, che devono andare oltre il qui e ora?

    Potremmo pensare che le mode siano passeggere, e quindi nocive per un’azienda che cerchi di inserirsi nelle tendenze. I brand devono decidere se inserirsi o meno in queste  tendenze: ignorarle significa scomparire. Inoltre, adattare la propria strategia di comunicazione ai trend migliora l’efficacia del brand e aumenta il valore intangibile di un prodotto. Le aziende dovrebbero essere consapevoli delle tendenze che rivelano nuovi modelli di comportamento, attitudini e aspirazioni, e soprattutto anticipare i trend.

    Diffondere un trend: passaparola!

    Ma come si diffondono i trend, e perché alcuni prodotti hanno più successo di altri? Sicuramente perché il prodotto promosso è migliore di un altro, e ciò che influenza di più non è tanto la pubblicità quanto il passaparola online e offline, più persuasivo e mirato.

    É fondamentale inoltre capire che utilizzare i social network non costituisce una strategia, perché i social sono semplicemente uno strumento che ci aiuta nella comunicazione. Nonostante tutto, possiamo provare a rendere contagiosi i nostri contenuti seguendo sei semplici regole definite da Jonah Berger in Contagioso. Perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono.

    I sei elementi chiave della contagiosità, sei STEPPS da seguire per i trend
    Quando un trend è contagioso segue sei STEPPS (sì, con due P!)

    Dobbiamo ricordarci che dietro ogni prodotto o servizio che vendiamo c’è una storia: raccontiamola condividendo l’immagine della nostra azienda, stimolando le emozioni e sottolineando il valore del nostro prodotto.

    Pensare in grande

    È importante anche tenere d’occhio i trend globali, non solo per monitorare i mercati in espansione ma soprattutto per anticipare i cambiamenti e poter essere resilienti al cambio (e se vi va di studiare, la Social Library ha una vasta collezione di libri di storia e di politica). Fermandoci in Europa, sette sono i lifestyle trend del 2017: fatto a mano, resistenza, conoscenza, igiene mentale, esperienza, condensazione, nuovo Rinascimento. Pensate non sia importante? Mentre negli anni ’90 c’era il boom del consumismo, nel nuovo millennio il pubblico è molto più consapevole e attento a evitare gli sprechi. Da qui il desiderio di vivere delle esperienze uniche, di valore e che ci renda più competenti.

    Pensavate fosse facile, vero? Ecco a voi uno schema riassuntivo sui trend globali per il 2020! Fonte: kjaer-global.com/trends/
    Pensavate fosse facile, vero? Ecco a voi uno schema riassuntivo sui trend globali per il 2020! Fonte: kjaer-global.com/trends/

    Parola del biennio: pendolo

    Abbiamo poi fatto un tuffo nel colore e nel design osservando la bellezza del catalogo Pendulum della PPG, multinazionale da cui anche Pantone prende spunto per definire i colori dell’anno. Ogni due anni un gruppo di esperti si riunisce per definire la parola del biennio e le tendenze chiave a cui ispirarsi. L’umanità cerca la stabilità, la semplificazione della vita, i cambiamenti e il desiderio di connettersi all’universo.  Ad aprire l’analisi di questi trend c’è una bellissima palette di colori, declinati nell’abbigliamento, nel design di interni ed esterni e in altri svariati ambiti.

    I colori che saranno un trend nel 2017-2018
    I colori che saranno un trend nel 2017-2018. Clicca sulla foto per scoprire di più

    Nessun trend va lasciato al caso

    Improvvisarsi comunicatori non è possibile, creare video e contenuti per promuovere i nostri prodotti non è un gioco. Comunicare richiede una pianificazione attenta e un’attenzione ai dettagli e all’ambiente che ci circonda, non solo vicino a noi.

     

    Vuoi ricevere informazioni sui prossimi eventi? Iscriviti alla nostra newsletter!

     

     

    *Questo articolo è stato pubblicato sul blog Panebarco