Tag: italiano per stranieri

  • Canta che ti passa! Lùnapop – Un giorno migliore

    Canta che ti passa! Lùnapop – Un giorno migliore

    Con Un giorno migliore dei Lùnapop lavoriamo sull’indicativo futuro per le classi di livello tra A1 e A2 e, perché no, sul nostro umore in questi giorni complicati.

    Una canzone per ripassare il futuro

    L’ispirazione viene grazie a Coca Cola, che ha usato #ungiornomigliore per sponsorizzare la raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana.

    https://www.youtube.com/watch?v=1No-Ll-PdVY

    Da lì ho creato una scheda riassuntiva di chi sono i Lùnapop con alcuni esercizi per imparare del lessico nuovo e riflettere sulle emozioni, oltre che sul futuro. Potete fare copia-incolla della sezione successiva.

    Lùnapop – Un giorno migliore

    I Lùnapop sono stati un gruppo musicale italiano formatosi a Bologna tra il 1999 e il 2002. I componenti sono: Cesare Cremonini, Nicola Balestri, Gabriele Galassi, Alessandro De Simone e Michele Giuliani. Nel corso della sua breve storia, la band pubblica un solo disco, …Squérez?, da cui vengono estratti sei singoli (50 Special, Un giorno migliore, Qualcosa di grande, Resta con me, Vorrei e Se ci sarai) che ottengono un grande successo radiofonico in Italia, fanno concerti e un tour anche in Spagna. Cesare è il cantante dei Lunapop ed il fondatore. Le canzoni di questi cinque ragazzi parlano del mondo giovanile, d’amore, di sentimenti e subito piacciono molto ed entrano in classifica. Nel 2002 il gruppo si scioglie e Cesare Cremonini intraprende una carriera da solista.

    Nel 2020 Un giorno migliore, una delle canzoni più famose di Cesare Cremonini, si trasforma in un inno di speranza. Coca Cola usa la canzone e #ungiornomigliore per sostenere le attività della Croce Rossa Italiana[1]. Con la collaborazione del cantante bolognese, la famosa azienda ha attivato una campagna di crowdfunding[2].

    1. Ascolta la canzone

    2. Secondo te come è questa canzone?

    Rock/bella/dolce/allegra/noiosa/romantica/sdolcinata/triste/malinconica/piacevole

    Puoi aggiungere altri aggettivi.

    ___________________________________________________

    3. Ascolta di nuovo la canzone e completa il testo

    Cosa mi aspetto dal domani?
    Il sole in faccia no,
    ma in fondo io ci ______ancora
    Che tu ci sia nel mio domani
    E se ti __________,
    spero di ____________ le tue mani

    Soli eppure in mezzo alla gente io e te,
    riscaldati dal calore di una “Benson and Hedges”
    Se mi vuoi, domani ________ un giorno migliore vedrai
    Se mi vuoi, domani _________ un giorno migliore vedrai!

    E cosa dire di noi
    forse che in fondo ________________ se tu mi vuoi.
    Cosa mi aspetto dal domani
    Beh credo che sia giusto dirti che non ___ niente senza te
    E tu sei molto di più di quello che tu sai
    Sei sole e pioggia negli inverni miei

    Se mi vuoi, domani _________ un giorno migliore vedrai

    Aspetta almeno un minuto,
    non dirmi che non mi vuoi
    ___________ _ trovare un appiglio,
    prima che tu te ne ____ da me.
    Apri le tue ali e vola via con me

    Cosa mi aspetto dal domani? …
     

    4. Scegli la risposta corretta

    1. Cosa significa “Trovare un appiglio”?

                A. Trovare una via di fuga

                B. Trovare un punto di appoggio

                C. Trovare un regalo

    2. Cosa significa “sei molto più di quello che tu sai”?

                A. La persona a cui è dedicata è poco intelligente

                B. La persona a cui è dedicata la canzone vale poco

                C. La persona a cui è dedicata la canzone si crede poco interessante

    3. Cosa spera il cantante?

                A. Spera di ritornare con la persona amata

                B. Spera di rimanere solo

                C. Spera di ritornare a fumare

    5. E tu, cosa ti aspetti dal domani? Scrivi un paragrafo su cosa speri succederà domani.

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    [1] https://www.cri.it/06-04-2020-covid-19-coca-cola-cesare-cremonini-per-croce-rossa-italiana-con-ungiornomigliore

    [2] https://www.gofundme.com/f/ungiornomigliore

  • Canta che ti passa! Cesare Cremonini – Eccolo qua il Natale

    Canta che ti passa! Cesare Cremonini – Eccolo qua il Natale

    Natale, un’epoca magica per molti e -soprattutto-per alunni e insegnanti che possono godersi un po’ di meritate vacanze.

    Un’attività che si può svolgere tanto per concludere la prima parte dell’anno come per celebrare il Natale.

    Per questo motivo ho cercato una canzone che fosse poco conosciuta dagli alunni e che potesse dare l’opportunità per lavorare su un vocabolario un po’ nuovo e non solo legato al Natale.

    La scelta è ricaduta su Eccolo qua il Natale (Una notte tra tante) di Cesare Cremonini. Composta inizialmente per Radio Deejay, in poco tempo si è trasformata in una delle canzoni tradizionali del Natale in Italia.

    Quindi, per l’attività possiamo presentare il testo con dei verbi da completare insieme a delle brevi domande di comprensione e di produzione orale.

    Il video utilizzato, senza testo, è il seguente:

    Mentre qui il video con il testo:

    Ai miei alunni è piaciuta molto e non smettevano di canticchiarla. E i vostri? 🙂

  • Come correggere la produzione scritta

    Come correggere la produzione scritta

    La produzione scritta è una delle abilità fondamentali da sviluppare quando si apprende una nuova lingua. Purtroppo, è anche una delle più difficili da migliorare e, soprattutto, da correggere.

    Negli anni ho provato come insegnante molti metodi, ma nessuno mi ha mai soddisfatto perché non riuscivo a verificare e seguire il progresso dei miei alunni.

    Il punto di svolta è avvenuto quando da insegnante sono diventata -di nuovo!- alunna: la mia prof di francese utilizzava questo metodo per correggere i nostri compiti per il livello B1. Io, da alunna, notavo i miglioramenti poco a poco e questo mi stimolava a continuare a scrivere e a sforzarmi.

    Ma in cosa consiste questo metodo?

    Semplicemente, è una forma diversa di correggere: invece di presentare la correzione, si sottolinea l’errore classificandolo. In questo modo l’alunno non è perso a pensare al tipo di errore fatto e a come correggerlo, ma è già instradato verso la possibile soluzione. All’alunno viene poi chiesto di correggere il testo seguendo le indicazioni dell’insegnante. Non sempre l’alunno arriva subito alla soluzione, ma sarà sicuramente più facile identificare e correggere lo sbaglio.

    Per facilitare la comprensione e correzione del testo, il miglior modo è presentare all’inizio del corso una legenda delle correzioni in modo da poter guidare la revisione del testo.

    Clicca per scaricare il PDF

    Qui sopra potete scaricare gratuitamente il PDF della scheda che ho preparato.

    Buon lavoro!

  • “Ne” : come e quando si utilizza – vol. 2

    “Ne” : come e quando si utilizza – vol. 2

    Ogni professore di italiano per stranieri si sarà trovato, prima o poi, a dover rispondere a questa domanda:

    Ma quando uso “ci” e quando uso “ne”?

    Sicuramente avrete iniziato a sudare freddo. Essendo madrelingua, il meccanismo per capire dove e quando mettere i due pronomi è automatico.

    Ma come spiegarlo a chi sta studiando l’italiano e non ha queste particelle nella sua lingua?

    Prima di tutto, calma e sangue freddo.

    Lo schema qui sotto ne semplifica la spiegazione:

    Gli studenti apprezzano la chiarezza: presentate uno schema (come quello qui sopra) con pochi esempi, ben chiari, e preparate schede con frasi da completare. Se non avete tempo, una facile e ben preparata è quella della Loescher, che trovate qui.

  • Imparare l’italiano con i The Jackal (Italiano – livello B1)

    Imparare l’italiano con i The Jackal (Italiano – livello B1)

    Adoro i The Jackal ed è per me un piacere poter utilizzare i loro video in classe nelle lezioni di italiano per stranieri.

    Ho trovato il video “L’italia è fuori dal mondiale” perfetto per rompere il ghiaccio nel caso l’alunno che ci troviamo davanti sia un po’ arrugginito. Dura poco (solo 3” 20′), ma dà tantissimi spunti. È realizzato in collaborazione con il Giro d’Italia e promuove il tifo sano anche nei confronti degli sport minori

    Purtroppo ci sono i sottotitoli, ma si possono coprire con un foglio per la prima visualizzazione.

    Il video si sviluppa intorno alla delusione dei the Jackal per la non qualificazione dell’Italia ai mondiali di Russia 2018. Insieme, visto che non posso tifare l’Italia, cercano un nuovo sport da tifare, ma con scarsi risultati. A salvarli dallo sconforto arriva il giornalista Marino Bartoletti che consiglia loro di tifare il ciclismo, visto l’inizio imminente del Giro d’Italia. I ragazzi sono entusiasti e si calano perfettamente nel ruolo di tifosi del ciclismo.

    Il video permette di lavorare su diversi aspetti culturali italiani. Di seguito scrivo alcune domande che si potrebbero fare agli alunni per la comprensione del video.

    Che cosa scatena la delusione dei The Jackal?

    Il calcio viene seguito così tanto anche nel tuo paese?

    Quali sport vengono elencati?

    Chi compare nel video e cosa consiglia loro?

    Si possono anche ripassare le regole grammaticali dell’imperativo dei cori che vengono cantati, facendo notare che anche Ciro sbaglia ad accentare (illumínaci?)!

    Usando il sito ufficiale del Giro d’Italia, inoltre, si può ripassare la geografia d’Italia.

    Non male per un video di soli tre minuti, vero?

  • Giornata ALMA ad Anversa – le mie impressioni

    Giornata ALMA ad Anversa – le mie impressioni

    ALMA edizioni in Benelux
    La locandina dell’evento

    Sveglia presto, biglietti in tasca e via, si parte per Anversa!

    Cosa è successo l’8 ottobre ad Anversa?

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    L’ingresso dell’ Università di Anversa. Avevate mai visto un gallo che depone le uova?

    Una stupenda giornata organizzata da Alma Edizioni per gli insegnanti di italiano per stranieri in Benelux. Il ritrovo alle ore 9 non ha scoraggiato più di cento persone presenti per ascoltare le conferenze dei vari relatori, riunite dal titolo “Idee concrete per la classe di italiano a studenti adulti”.

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    Uno dei cortili interni dell’Università di Anversa. Non male, vero?

    Si inizia subito con la prima relazione di Marco Dominici e con un simpatico video che riassume un po’ tutto quello che può essere considerato “cultura”: film, televisione, arte, interventi radiofonici, canzoni.

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    Cultura in classe: come parlare dell’Italia agli stranieri? di Marco Dominici

    Effettivamente è un punto sempre controverso: come parlare agli studenti della cultura italiana, ma soprattutto cosa considerare cultura?

    Secondo la prospettiva pragmatico culturale di Bruner, apprendere una lingua vuol dire anche apprendere i modelli culturali veicolati da quella lingua.

    Può sembrare scontato, ma pensiamo un attimo ai modelli culturali. Vuol dire sempre e solo assistere passivamente a quello che viene proposto o interiorizzarlo? E come? Per capire meglio il discorso, Marco ha presentato un gioco, “completa la frase”: cosa ci viene in mente quando qualcuno dice “Nel mezzo del cammin di nostra vita…” “…mi ritrovai in una selva oscura”. Apprendere nuovi modelli culturali vuol dire anche questo: raggiungere una buona padronanza culturale insieme alla padronanza linguistica.

    Perché è così importante assimilare i modelli culturali e non solo una lingua?

    Apprendere una lingua vuol dire imparare a vedere la realtà secondo i modelli del popolo straniero.

    Cosa comporta questo? Lo sviluppo di competenze e abilità interculturali che possono essere misurate, un po’ come la padronanza linguistica, in livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue.

    Dopo questo primo interessante intervento è sceso in campo Giorgio Massei che ha introdotto alcune delle differenze per cui, a volte, un corso di italiano per stranieri adulti può essere molto più impegnativo di un corso per bambini o adolescenti.

    Gli adulti sono abituati a risolvere problemi, chiedono contenuti rilevanti e, soprattutto, rinunciano a qualcosa per fare il corso. Non studiano italiano solo per una missione linguistica, ma anche perché sono affascinati dall’Italia.

    E per gli adulti, e in generale tutti gli studenti, qual è la competenza più difficile da acquisire nell’apprendimento di una lingua? Il poter parlare.

    Non si parla parlare, si parla per agire, per fare, per ottenere qualcosa. -Paolo Balboni

    Proprio perché si parla per agire, Giorgio ha dato cinque consigli per avere come risultato un’efficace produzione orale.

    1. Attingere alle pre conoscenze degli studenti
    2. La creatività dà più frutti se contestualizzata e guidata

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      Il disegno può aiutare nella comprensione di una storia
    3. Il gap comunicativo/informativo stimola la produzione orale
    4. Gli input sorprendenti servono anche per la produzione orale
    5. Sfidare lo studente è sempre efficace.

    Dopo Giorgio, è ritornato Marco per spiegare come poter utilizzare efficacemente il video come strumento didattico.

    I video sono importanti: mostrano chiaramente gli elementi extra linguistici, come il linguaggio non verbale, le convenzioni sociali e gli usi e costumi di un Paese. Può essere facilmente il centro di una lezione e non solo un riempitivo.

    Come? In tantissimi modi!

    • presentando l’immagine senza audio e ricostruendo dopo il dialogo
    • facendo ascoltare solo l’audio e  mimando le possibili azioni
    • facendolo vedere con o senza sottotitoli
    • mostrando solo una parte del video e chiedendo di immaginare la parte mancante
    • modificando i dialoghi
    • individuando le battute
    • giocando a squadre: A vede una parte, B una seconda parte, A e B cercano di capire l’intera storia.

    Marco ha inoltre consigliato di utilizzare il video come compito a casa, in modo che l’alunno possa prendersi tutto il tempo necessario per la comprensione.

    Tutti questi interessanti interventi sono stati intervallati da “comunicazioni di servizio” di Giacomo Pierini relativi ala storia di Alma Edizioni e al funzionamento della casa editrice: non ci sono solo i contenuti da preparare, ma anche i libri da distribuire!

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    Giacomo si è preso l’onore di comunicare questa splendida notizia: Espresso per i livelli B2 e C1 in arrivo!

    Ebbene sì, stanno arrivando! Tutti i professori sanno quanto sia difficile trovare materiali validi per i livelli avanzati di italiano per stranieri… ed eccoci accontentati!  Il Nuovo Espresso per i livelli B2 e C1 sono quasi pronti e verranno distribuiti a partire da marzo/aprile 2017.

    Considerazioni finali: molto spesso gli eventi di questo tipo -giornate di formazione per insegnanti- se gratuiti sono semplicemente una vetrina per sponsorizzare i prodotti della casa editrice. Con Alma non è successo questo: gli insegnanti hanno ricevuto informazioni e spunti interessanti per le loro lezioni, senza essere obbligati a comprare nulla. Ogni insegnante, infatti, ha ricevuto in omaggio una copia dei libri di Alma e ha avuto la possibilità di parlare con Intertaal, società distributrice dei libri Alma in Belgio. Ma, attenzione, non era possibile comprare nulla! 

    A giornata conclusa ero soddisfatta. Ho avuto il piacere di usare i libri per studenti principianti e intermedi di Alma, e già con questo utilizzo mi sono resa conto che la casa editrice lavora per contenuti di qualità a un prezzo giusto. Perché, diciamocelo, essere insegnanti di italiano per stranieri vuol dire essere talmente innamorati della lingua e cultura italiana da aver trovato un modo per parlarne sempre senza essere giudicati. E Alma edizioni, a mio parere, incarna perfettamente questo spirito. Non so molto di marketing e pubblicità, ma mi sembra il tipico caso in cui il passaparola funziona perché i prodotti sono di qualità e lo sforzo della casa editrice sembra essere quello di dimostrare tramite i libri un amore incondizionato verso questo bellissimo e maltrattato Paese.

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    E noi insegnanti di italiano abbiamo sempre una scusa per portare le nostre storie personali al lavoro (e va beh, anche il lavoro a casa…)

     

     

  • Sette consigli per iniziare bene un corso di lingua straniera

    Sette consigli per iniziare bene un corso di lingua straniera

    Qualsiasi lavoro come prof porta con sé un momento determinante per l’andamento del corso: la prima lezione. 

    É per me un momento davvero ansioso, visto che di base parto sempre con un oddio-non-so-nulla-mannaggia-all’università.

    Nel tempo, ho sviluppato una serie di passi da seguire per non cadere nell’imbarazzo davanti a una classe.

     

    Studia bene la classe davanti a cui ti ritroverai prima di iniziare il corso

    Non sempre le esigenze di un gruppo di universitari sono le stesse di un corso per adulti. In generale, ho notato che gli adolescenti sono costretti dai genitori ad andare a lezione, per cui non hanno bisogno tanto di studiare grammatica, quanto di poter divertirsi il più possibile (ovviamente imparando 😀 ). Gli adulti di solito sono più disciplinati, ma spesso anche loro frequentano un corso per un motivo specifico: viaggiare, completare gli studi, utilizzare la lingua straniera al lavoro. Per questo, analizzate il più possibile il profilo degli alunni che vi troverete davanti per preparare al meglio l’organizzazione del corso e delle lezioni.

    Non sottovalutare la motivazione degli studenti

    In questi periodo di insegnamento ho notato che, nonostante le diverse età, tutti gli studenti hanno una cosa in comune: non imparano se non c’è motivazione. E la motivazione non dipende dai professori.

    Organizza con anticipo le tue lezioni

    Sono la prima a fare il mea culpa: l’eccessivo numero di lezioni e la pigrizia spesso non permettono di preparare bene una lezione, e gli effetti si sentono. Aprire il libro non basta: esamina bene gli esercizi, prevedi i tempi di esecuzione e i problemi che potrebbero sorgere, il lessico che verrà utilizzato. La tua autostima e i volti soddisfatti degli alunni ripagherano lo sforzo.

    Non avere paura degli argomenti difficili

    Spesso gli studenti ci sorprendono perchè magari non capiscono la differenza tra singolarare e plurale, ma sanno costruire perfettamente frasi subordinate (esagero, ma non tanto!). Non bisogna essere intimoriti dagli argomenti difficili. Comincia piano, poi segui il metodo Krashen: input+1, alza sempre l’asticella della comprensione di una regola. Senza paura!

    Modula bene le attività noiose con quelle più divertenti

    Dicevo prima che agli adolescenti piace giocare, ma agli adulti ancora di più. Cercate sempre un modo diverso di presentare l’argomento, che sia un esercizio di grammatica o un’attività di comprensione del testo.

    Tieni sempre pronte attività extra

    Ecco, magari quel gioco a coppie si è rivelato essere troppo difficile o quell’esercizio di ascolto troppo noioso… Sorprendi gli alunni con attività fuori dal libro! Tieni sempre qualcosa pronto in caso di necessità, molto utile per rompere il ritmo in caso di lezioni molto lunghe.

     

    True story! (Thanks to http://magoosh.com/praxis/2016/is-teaching-hard/)
    True story! (Thanks to http://magoosh.com/praxis/2016/is-teaching-hard/)

    Ultimo consiglio, ma non meno importante degli altri:

    Divertiti!

    Avere pressione per l’esame di una certificazione non fa bene nè agli studenti nè all’insegnante. Ridete, scherzate, divertitevi e imparerete di più e meglio!