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  • Uno sguardo sul passato: il battistero neoniano

    Uno sguardo sul passato: il battistero neoniano

    Qui per prima cosa mi colpì la tenue luce azzurrina diffusa.[…] Ero piuttosto sorpreso perché al posto delle finestre che ricordavo di aver visto nella mia prima visita, vi erano ora quattro grandi mosaici di incredibile bellezza, e che a quanto pareva avevo completamente dimenticati. Mi irritava scoprire che non mi potevo fidare della mia memoria. […] Dopo la mia toccante esperienza nel battistero di Ravenna, so con certezza che un fatto interno può apparire esterno, e viceversa. Le mura stesse del battistero, che i miei occhi fisici necessariamente vedevano erano coperte e trasformate da una visione che era altrettanto reale dell’immutato fonte battesimale.Che cosa era veramente reale in quel momento? 

    C.G. Jung, 1934. Ricordi, sogni e riflessioni. Viaggi. RCS Libri Editore.

    Le parole di Jung ci portano verso un altro enigmatico monumento ravennate. Leggermente diverso dal battistero degli Ariani, ma non per questo meno sorprendente, il battistero Neoniano è una di quelle opere che magari non affascinano a prima vista, ma creano una suggestione inconsueta per i numerosi particolari che si possono scorgere.

    La storia

    Il battistero vede la luce intorno al V secolo dopo Cristo, quando il vescovo Orso inizia la costruzione della cattedrale Ursiana, di cui possiamo vedere alcuni resti nel duomo di Ravenna e nel museo arcivescovile. Insieme alla cattedrale viene eretto il battistero, terminato nel 450. Il successore di Orso, Neone, nel 458 modifica leggermente la struttura del battistero, facendo costruire e adornare a mosaico la cupola che ancora oggi possiamo ammirare.

    Un insieme di colori e di simboli

    Due sono gli elementi che rendono speciale il battistero Neoniano: i colori e la ricchezza di decorazioni. Il blu della cupola è il colore principale e fa da sfondo a numerose scene e cartigli che decorano il perimetro interno del monumento. Al centro, come nel battistero degli Ariani, si trova la scena del battesimo di Gesù. I volti non sono quelli originali, ma frutto di un restauro del XVI secolo. Subito attorno il corteo degli apostoli, ancora una volta guidati da Pietro e Paolo. Nella fascia più vicina alla processione possiamo vedere come il mosaico venga utilizzato per creare una serie di architetture tripartite che creano nicchie: in quattro nicchie sono presenti i Vangeli, mentre in altre quattro vediamo i troni vuoti di Cristo. Al lato delle nicchie si trovano i seggi che i Giusti occuperanno dopo il Giudizio universale. Scendendo con lo sguardo incontriamo la fascia centrale, in cui sono presenti le finestre, a cui sono affiancati degli altarini in stucco. Questi altarini sono in realtà un rifacimento degli originali, distrutti durante un restauro di inizio Novecento perché considerati non originali. Nella fascia più bassa si stagliano le colonne in marmo che sorreggono tutta la decorazione sovrastante, mentre le viti color oro su sfondo azzurro si districano tra le figure umane rappresentate e alcuni passi della Bibbia.

    Una sola occhiata non può bastare per comprendere al meglio ciò che il battistero degli Ortodossi nasconde -o siete pronti ad essere “ingannati” come successo a Jung?

    Questo articolo è stato pubblicato sul sito ravennacitguide.it il 15 novembre 2015.

  • Imparare l’italiano con i The Jackal (Italiano – livello B1)

    Imparare l’italiano con i The Jackal (Italiano – livello B1)

    Adoro i The Jackal ed è per me un piacere poter utilizzare i loro video in classe nelle lezioni di italiano per stranieri.

    Ho trovato il video “L’italia è fuori dal mondiale” perfetto per rompere il ghiaccio nel caso l’alunno che ci troviamo davanti sia un po’ arrugginito. Dura poco (solo 3” 20′), ma dà tantissimi spunti. È realizzato in collaborazione con il Giro d’Italia e promuove il tifo sano anche nei confronti degli sport minori

    Purtroppo ci sono i sottotitoli, ma si possono coprire con un foglio per la prima visualizzazione.

    Il video si sviluppa intorno alla delusione dei the Jackal per la non qualificazione dell’Italia ai mondiali di Russia 2018. Insieme, visto che non posso tifare l’Italia, cercano un nuovo sport da tifare, ma con scarsi risultati. A salvarli dallo sconforto arriva il giornalista Marino Bartoletti che consiglia loro di tifare il ciclismo, visto l’inizio imminente del Giro d’Italia. I ragazzi sono entusiasti e si calano perfettamente nel ruolo di tifosi del ciclismo.

    Il video permette di lavorare su diversi aspetti culturali italiani. Di seguito scrivo alcune domande che si potrebbero fare agli alunni per la comprensione del video.

    Che cosa scatena la delusione dei The Jackal?

    Il calcio viene seguito così tanto anche nel tuo paese?

    Quali sport vengono elencati?

    Chi compare nel video e cosa consiglia loro?

    Si possono anche ripassare le regole grammaticali dell’imperativo dei cori che vengono cantati, facendo notare che anche Ciro sbaglia ad accentare (illumínaci?)!

    Usando il sito ufficiale del Giro d’Italia, inoltre, si può ripassare la geografia d’Italia.

    Non male per un video di soli tre minuti, vero?

  • La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia

    La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia

    Sono ormai passati due anni dalla laurea magistrale, ma eccola qui.

    La “pubblicazione” -che non è ancora stata pubblicata, ovviamente!- di cui sono orgogliosa è la mia tesi di laurea magistrale:

    La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia

    Prima di parlare della tesi in sè, vorrei presentare il contesto che mi ha portato a spendere sei mesi di ricerca su un tema quasi sconosciuto, quello dei diritti linguistici e delle minoranze linguistiche.

    Ero in Erasmus a Leuven (tanto per cambiare) e lì frequentavo un corso molto interessante, Linguistic aspects of ethno-cultural diversity. In questo corso si analizzavano diversi scenari linguistici, soprattutto quelli del cambiamento di una lingua madre in un contesto di lingua straniera. Il tipico esempio è quello della lingua degli immigrati stranieri, che sono “costretti” per motivi di integrazione a imparare la lingua del luogo che li ospita. Questo porta a un progressivo impoverimento della lingua madre, che cambia e si modella secondo i suoi parlanti. Ci sono poi le lingue morte che vengono rivitalizzate, come l’ebraico, lingue minoritarie che diventano maggioritarie, come il catalano, o lingue maggioritarie che diventano minoritarie, come l’italiano nelle zone di confine al nord della penisola.

    Tornata in Italia pensavo: in Italia abbiamo un patrimonio linguistico ricchissimo, ma come si comporta il governo nei confronti di tutte le lingue presenti sul nostro territorio? Seguiamo delle regole? Le risposte a queste domande sono, ovviamente, che l’Italia sembra essersi dimenticata di tutto il suo patrimonio. Declassare le innumerevoli lingue a dialetti e scegliere arbitrariamente alcuni “dialetti” come lingue ufficiali non giova alla diversità linguistica.

    E poi: come possiamo scegliere una lingua e non un’altra? Ci sono delle leggi internazionali che regolano le politiche linguistiche? Sì.

    Ritornando alla tesi, le idee di base nella mia ricerca erano  buone e sufficienti per scrivere almeno cento pagine, ma chi avrebbe mai accettato di seguire una tesi che non è nè di linguistica, nè di giurisprudenza nè di politica?

    Individuata (a fatica) la professoressa relatrice, ecco un nuovo ostacolo: come giustificare tale scelta in una laurea magistrale di italiano per stranieri? Classificandola come tesi di didattica dell’italiano e inserendo un capitolo sull’Italia, ovviamente!

    Non è stato facile scrivere, cercare dati, esprimersi nel modo corretto per evitare ambiguità, addentrarsi in ambiti sconosciuti come quelli della progettazione europea.

    Il risultato è La tutela delle lingue minoritarie. Uno studio delle politiche linguistiche in Europa e in Italia , una tesi compilativa (non chiediamo troppo, eh :P) che raccoglie la storia dei diritti linguistici, le politiche linguistiche dell’Unione Europea e i progetti comunitari finanziati, insieme a un’analisi della situazione linguistica italiana.

    Non è un lavoro perfetto e si potrebbero modificare e migliorare molti aspetti della tesi, ma andare fuori dagli schemi e pensare diversamente dal resto ne è valsa la pena.

     

    Buona lettura!