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  • Imparare l’italiano con i The Jackal (Italiano – livello B1)

    Imparare l’italiano con i The Jackal (Italiano – livello B1)

    Adoro i The Jackal ed è per me un piacere poter utilizzare i loro video in classe nelle lezioni di italiano per stranieri.

    Ho trovato il video “L’italia è fuori dal mondiale” perfetto per rompere il ghiaccio nel caso l’alunno che ci troviamo davanti sia un po’ arrugginito. Dura poco (solo 3” 20′), ma dà tantissimi spunti. È realizzato in collaborazione con il Giro d’Italia e promuove il tifo sano anche nei confronti degli sport minori

    Purtroppo ci sono i sottotitoli, ma si possono coprire con un foglio per la prima visualizzazione.

    Il video si sviluppa intorno alla delusione dei the Jackal per la non qualificazione dell’Italia ai mondiali di Russia 2018. Insieme, visto che non posso tifare l’Italia, cercano un nuovo sport da tifare, ma con scarsi risultati. A salvarli dallo sconforto arriva il giornalista Marino Bartoletti che consiglia loro di tifare il ciclismo, visto l’inizio imminente del Giro d’Italia. I ragazzi sono entusiasti e si calano perfettamente nel ruolo di tifosi del ciclismo.

    Il video permette di lavorare su diversi aspetti culturali italiani. Di seguito scrivo alcune domande che si potrebbero fare agli alunni per la comprensione del video.

    Che cosa scatena la delusione dei The Jackal?

    Il calcio viene seguito così tanto anche nel tuo paese?

    Quali sport vengono elencati?

    Chi compare nel video e cosa consiglia loro?

    Si possono anche ripassare le regole grammaticali dell’imperativo dei cori che vengono cantati, facendo notare che anche Ciro sbaglia ad accentare (illumínaci?)!

    Usando il sito ufficiale del Giro d’Italia, inoltre, si può ripassare la geografia d’Italia.

    Non male per un video di soli tre minuti, vero?

  • Politiche linguistiche e pratiche di successo – Rush project

    Politiche linguistiche e pratiche di successo – Rush project

    Qualche mese fa ho ricevuto una chiamata dal direttore dell’ARLeF, l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana: “Ti andrebbe di parlare delle politiche linguistiche e di alcuni casi di successo nell’insegnamento delle lingue minoritarie?”
    Come potevo rifiutare? Sono partita verso Cividale del Friuli, stupenda cittadina del Friuli, e ho cercato di dare il mio punto di vista sulla questione delle lingue minoritarie in Europa.

    Per il mio preparato una presentazione, che potete trovare qui o sul sito del progetto Rush.

  • Economia delle lingue: una nuova opportunità per cultura e turismo

    Economia delle lingue: una nuova opportunità per cultura e turismo

    I numeri delle lingue straniere e la pianificazione linguistica

    Quando parliamo di lingue straniere spesso ci soffermiamo solo sulla parte linguistica o su quella letteraria del fascino che esercita l’idea di parlare una lingua. Pensiamo all’inglese quasi come l’unica lingua straniera da imparare per poterci aprire le porte del mondo.
    In realtà in Europa 740 milioni di persone parlano circa 225 lingue. L’istituzione più rappresentativa, l’Unione europea, lavora in 24 lingue e riconosce l’importanza di altre 60 lingue minoritarie.
    I governi dei singoli stati sono responsabili delle scelte che attuano nel campo della pianificazione linguistica, ovvero nella scelta di quali lingue promuovere sul proprio territorio. Scegliere di imparare una lingua straniera comporta una serie di variabili, dirette e indirette, che possono essere studiate solo con gli strumenti di varie discipline: non solo la linguistica o la glottodidattica, ma anche l’economia e la sociologia. Tutto questo viene riassunto in una nuova interdisciplina: l’economia delle lingue.

    Cos’è l’economia delle lingue?

    L’economia delle lingue raggruppa diversi temi trasversali: lo studio dell’effetto delle competenze linguistiche sul reddito e sul commercio internazionale, la modellizzazione matematica delle dinamiche linguistiche, l’identificazione dei costi e dei benefici delle azioni di pianificazione linguistica, la tutela delle lingue minoritarie, la valutazione dell’efficacia e dell’equità delle politiche linguistiche a livello internazionale.
    Secondo François Grin, uno dei primi studiosi di economia delle lingue, questa materia “usa i concetti e gli strumenti dell’economia nello studio di relazioni inerenti le variabili linguistiche. Si focalizza principalmente, ma non esclusivamente, su quelle relazioni in cui anche le variabili economiche giocano un ruolo”.
    Anche le aziende possono trarre benefici da una corretta strategia linguistica: le società che adottano una strategia linguistica coerente hanno aumentato il fatturato, passando dal 10 al 25%. Secondo un’indagine delle Camere di commercio britanniche, le imprese che applicano le capacità linguistiche esportano il 45% in più.

    Lingue e turismo a Leeuwarden 2018

    Un altro campo di studio che si può aggiungere all’economia delle lingue è quello del rapporto tra lingue e turismo. Una delle capitali europee della cultura per il 2018, Leeuwarden, nei Paesi Bassi, ha presentato un innovativo progetto chiamato “Lân fan taal”, terra della lingua. Il progetto punta a far risaltare gli aspetti economici del multilinguismo, come la collaborazione tra istituti di ricerca, e il turismo culturale legato alle lingue. Leeuwarden è molto sensibile a questo argomento: oltre ad avere dato i natali a Schiele e Mata Hari, è la capitale della provincia della Frisia in cui si parla il Frisone, una lingua minoritaria parlata da circa 500 mila persone.

    La tutela delle lingue minoritarie

    Le lingue minoritarie, la loro tutela e valorizzazione sono un tema sensibile in diverse regioni italiane, tra cui anche il Friuli Venezia Giulia. La nostra analista di ricerca Mara Mennella è stata invitata a presentare un intervento al convegno “Modelli di tutela e pratiche di successo per l’insegnamento delle lingue minoritarie in Europa” che si terrà a Cividale del Friuli il 16 gennaio 2018. Tra gli altri obiettivi del convegno, oltre a sensibilizzare sull’importanza della diversità linguistica, c’è quello di aumentare le opportunità occupazionali dei parlanti di una lingua minoritaria.

     

    Questo articolo è stato pubblicato sul sito Giaccardi & Associati – Consulenti di direzione

  • Giornata ALMA ad Anversa – le mie impressioni

    Giornata ALMA ad Anversa – le mie impressioni

    ALMA edizioni in Benelux
    La locandina dell’evento

    Sveglia presto, biglietti in tasca e via, si parte per Anversa!

    Cosa è successo l’8 ottobre ad Anversa?

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    L’ingresso dell’ Università di Anversa. Avevate mai visto un gallo che depone le uova?

    Una stupenda giornata organizzata da Alma Edizioni per gli insegnanti di italiano per stranieri in Benelux. Il ritrovo alle ore 9 non ha scoraggiato più di cento persone presenti per ascoltare le conferenze dei vari relatori, riunite dal titolo “Idee concrete per la classe di italiano a studenti adulti”.

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    Uno dei cortili interni dell’Università di Anversa. Non male, vero?

    Si inizia subito con la prima relazione di Marco Dominici e con un simpatico video che riassume un po’ tutto quello che può essere considerato “cultura”: film, televisione, arte, interventi radiofonici, canzoni.

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    Cultura in classe: come parlare dell’Italia agli stranieri? di Marco Dominici

    Effettivamente è un punto sempre controverso: come parlare agli studenti della cultura italiana, ma soprattutto cosa considerare cultura?

    Secondo la prospettiva pragmatico culturale di Bruner, apprendere una lingua vuol dire anche apprendere i modelli culturali veicolati da quella lingua.

    Può sembrare scontato, ma pensiamo un attimo ai modelli culturali. Vuol dire sempre e solo assistere passivamente a quello che viene proposto o interiorizzarlo? E come? Per capire meglio il discorso, Marco ha presentato un gioco, “completa la frase”: cosa ci viene in mente quando qualcuno dice “Nel mezzo del cammin di nostra vita…” “…mi ritrovai in una selva oscura”. Apprendere nuovi modelli culturali vuol dire anche questo: raggiungere una buona padronanza culturale insieme alla padronanza linguistica.

    Perché è così importante assimilare i modelli culturali e non solo una lingua?

    Apprendere una lingua vuol dire imparare a vedere la realtà secondo i modelli del popolo straniero.

    Cosa comporta questo? Lo sviluppo di competenze e abilità interculturali che possono essere misurate, un po’ come la padronanza linguistica, in livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue.

    Dopo questo primo interessante intervento è sceso in campo Giorgio Massei che ha introdotto alcune delle differenze per cui, a volte, un corso di italiano per stranieri adulti può essere molto più impegnativo di un corso per bambini o adolescenti.

    Gli adulti sono abituati a risolvere problemi, chiedono contenuti rilevanti e, soprattutto, rinunciano a qualcosa per fare il corso. Non studiano italiano solo per una missione linguistica, ma anche perché sono affascinati dall’Italia.

    E per gli adulti, e in generale tutti gli studenti, qual è la competenza più difficile da acquisire nell’apprendimento di una lingua? Il poter parlare.

    Non si parla parlare, si parla per agire, per fare, per ottenere qualcosa. -Paolo Balboni

    Proprio perché si parla per agire, Giorgio ha dato cinque consigli per avere come risultato un’efficace produzione orale.

    1. Attingere alle pre conoscenze degli studenti
    2. La creatività dà più frutti se contestualizzata e guidata

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      Il disegno può aiutare nella comprensione di una storia
    3. Il gap comunicativo/informativo stimola la produzione orale
    4. Gli input sorprendenti servono anche per la produzione orale
    5. Sfidare lo studente è sempre efficace.

    Dopo Giorgio, è ritornato Marco per spiegare come poter utilizzare efficacemente il video come strumento didattico.

    I video sono importanti: mostrano chiaramente gli elementi extra linguistici, come il linguaggio non verbale, le convenzioni sociali e gli usi e costumi di un Paese. Può essere facilmente il centro di una lezione e non solo un riempitivo.

    Come? In tantissimi modi!

    • presentando l’immagine senza audio e ricostruendo dopo il dialogo
    • facendo ascoltare solo l’audio e  mimando le possibili azioni
    • facendolo vedere con o senza sottotitoli
    • mostrando solo una parte del video e chiedendo di immaginare la parte mancante
    • modificando i dialoghi
    • individuando le battute
    • giocando a squadre: A vede una parte, B una seconda parte, A e B cercano di capire l’intera storia.

    Marco ha inoltre consigliato di utilizzare il video come compito a casa, in modo che l’alunno possa prendersi tutto il tempo necessario per la comprensione.

    Tutti questi interessanti interventi sono stati intervallati da “comunicazioni di servizio” di Giacomo Pierini relativi ala storia di Alma Edizioni e al funzionamento della casa editrice: non ci sono solo i contenuti da preparare, ma anche i libri da distribuire!

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    Giacomo si è preso l’onore di comunicare questa splendida notizia: Espresso per i livelli B2 e C1 in arrivo!

    Ebbene sì, stanno arrivando! Tutti i professori sanno quanto sia difficile trovare materiali validi per i livelli avanzati di italiano per stranieri… ed eccoci accontentati!  Il Nuovo Espresso per i livelli B2 e C1 sono quasi pronti e verranno distribuiti a partire da marzo/aprile 2017.

    Considerazioni finali: molto spesso gli eventi di questo tipo -giornate di formazione per insegnanti- se gratuiti sono semplicemente una vetrina per sponsorizzare i prodotti della casa editrice. Con Alma non è successo questo: gli insegnanti hanno ricevuto informazioni e spunti interessanti per le loro lezioni, senza essere obbligati a comprare nulla. Ogni insegnante, infatti, ha ricevuto in omaggio una copia dei libri di Alma e ha avuto la possibilità di parlare con Intertaal, società distributrice dei libri Alma in Belgio. Ma, attenzione, non era possibile comprare nulla! 

    A giornata conclusa ero soddisfatta. Ho avuto il piacere di usare i libri per studenti principianti e intermedi di Alma, e già con questo utilizzo mi sono resa conto che la casa editrice lavora per contenuti di qualità a un prezzo giusto. Perché, diciamocelo, essere insegnanti di italiano per stranieri vuol dire essere talmente innamorati della lingua e cultura italiana da aver trovato un modo per parlarne sempre senza essere giudicati. E Alma edizioni, a mio parere, incarna perfettamente questo spirito. Non so molto di marketing e pubblicità, ma mi sembra il tipico caso in cui il passaparola funziona perché i prodotti sono di qualità e lo sforzo della casa editrice sembra essere quello di dimostrare tramite i libri un amore incondizionato verso questo bellissimo e maltrattato Paese.

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    E noi insegnanti di italiano abbiamo sempre una scusa per portare le nostre storie personali al lavoro (e va beh, anche il lavoro a casa…)

     

     

  • Sette consigli per iniziare bene un corso di lingua straniera

    Sette consigli per iniziare bene un corso di lingua straniera

    Qualsiasi lavoro come prof porta con sé un momento determinante per l’andamento del corso: la prima lezione. 

    É per me un momento davvero ansioso, visto che di base parto sempre con un oddio-non-so-nulla-mannaggia-all’università.

    Nel tempo, ho sviluppato una serie di passi da seguire per non cadere nell’imbarazzo davanti a una classe.

     

    Studia bene la classe davanti a cui ti ritroverai prima di iniziare il corso

    Non sempre le esigenze di un gruppo di universitari sono le stesse di un corso per adulti. In generale, ho notato che gli adolescenti sono costretti dai genitori ad andare a lezione, per cui non hanno bisogno tanto di studiare grammatica, quanto di poter divertirsi il più possibile (ovviamente imparando 😀 ). Gli adulti di solito sono più disciplinati, ma spesso anche loro frequentano un corso per un motivo specifico: viaggiare, completare gli studi, utilizzare la lingua straniera al lavoro. Per questo, analizzate il più possibile il profilo degli alunni che vi troverete davanti per preparare al meglio l’organizzazione del corso e delle lezioni.

    Non sottovalutare la motivazione degli studenti

    In questi periodo di insegnamento ho notato che, nonostante le diverse età, tutti gli studenti hanno una cosa in comune: non imparano se non c’è motivazione. E la motivazione non dipende dai professori.

    Organizza con anticipo le tue lezioni

    Sono la prima a fare il mea culpa: l’eccessivo numero di lezioni e la pigrizia spesso non permettono di preparare bene una lezione, e gli effetti si sentono. Aprire il libro non basta: esamina bene gli esercizi, prevedi i tempi di esecuzione e i problemi che potrebbero sorgere, il lessico che verrà utilizzato. La tua autostima e i volti soddisfatti degli alunni ripagherano lo sforzo.

    Non avere paura degli argomenti difficili

    Spesso gli studenti ci sorprendono perchè magari non capiscono la differenza tra singolarare e plurale, ma sanno costruire perfettamente frasi subordinate (esagero, ma non tanto!). Non bisogna essere intimoriti dagli argomenti difficili. Comincia piano, poi segui il metodo Krashen: input+1, alza sempre l’asticella della comprensione di una regola. Senza paura!

    Modula bene le attività noiose con quelle più divertenti

    Dicevo prima che agli adolescenti piace giocare, ma agli adulti ancora di più. Cercate sempre un modo diverso di presentare l’argomento, che sia un esercizio di grammatica o un’attività di comprensione del testo.

    Tieni sempre pronte attività extra

    Ecco, magari quel gioco a coppie si è rivelato essere troppo difficile o quell’esercizio di ascolto troppo noioso… Sorprendi gli alunni con attività fuori dal libro! Tieni sempre qualcosa pronto in caso di necessità, molto utile per rompere il ritmo in caso di lezioni molto lunghe.

     

    True story! (Thanks to http://magoosh.com/praxis/2016/is-teaching-hard/)
    True story! (Thanks to http://magoosh.com/praxis/2016/is-teaching-hard/)

    Ultimo consiglio, ma non meno importante degli altri:

    Divertiti!

    Avere pressione per l’esame di una certificazione non fa bene nè agli studenti nè all’insegnante. Ridete, scherzate, divertitevi e imparerete di più e meglio!